Tribuna di René Laurentin pubblicata su Le Figaro martedì 24 aprile 1990 (pagina 2), con il titolo «Médecine : la désinformation» («Medicina: la disinformazione») e i sottotitoli «Verità occultate • Il RU 486 • La pillola contraccettiva • L’orecchio elettronico». Qui è trascritta soltanto l’ultima parte, dedicata ad Alfred Tomatis; i passaggi sul RU 486 e sulla pillola contraccettiva figurano nel facsimile.

Le Figaro — martedì 24 aprile 1990, pagina 2

Medicina: la disinformazione

Verità occultate — il RU 486, la pillola contraccettiva, l’orecchio elettronico

Se i media drammatizzano talvolta certi rischi insignificanti, come denunciava Haroun Tazieff su Le Figaro del 10 gennaio, più spesso si camuffano rischi seri per proteggere interessi finanziari o d’altro genere.

[…]

L’orecchio elettronico

Altro caso di occultamento spettacolare: il dottor Alfred Tomatis ha fatto sull’orecchio innumerevoli scoperte. Ha inventato l’ecografia medica. Si pretendeva che il bambino nascesse sordo e cieco, poiché la mielinizzazione del nervo acustico non era ultimata. Ha fornito la prova che il bambino in gestazione sente già la voce della madre verso il sesto mese, e ne ha tratto notevoli conseguenze terapeutiche.

Con l’ascolto della musica tramite l’orecchio elettronico (che filtra i suoni), ha migliorato, in proporzioni senza precedenti, la tecnica del parto senza dolore. All’ospedale di Vesoul il dottor Klopfenstein sperimenta questi metodi dal 1987. I risultati sono stati sorprendenti. Nel febbraio 1988 ha messo a confronto tre gruppi di cinquanta donne incinte:

  1. Alcune si presentavano senza alcuna preparazione.
  2. Altre praticavano il metodo russo di parto senza dolore, che associa tecniche respiratorie e muscolari.
  3. Altre avevano fatto trenta sedute di ascolto musicale.

I risultati sono stati spettacolari. L’ansia era diminuita in tutte queste donne in proporzioni considerevoli, misurata con la scala di Hamilton: da 23 a 6 (quattro volte meno) nei casi migliori. Anche i parti sono più rapidi: 4 ore per il gruppo senza preparazione; 3 h 30 per il metodo russo; solo 2 h 30 per l’orecchio elettronico. In questo gruppo, quattro volte meno cesarei, meno incisioni, ecc. Questi primi test del febbraio 1988 sono stati confermati dai successivi.

[Un passaggio della trascrizione è illeggibile nella scansione in questo punto.]

Nel reparto specializzato per i prematuri di Monaco di Baviera, dove il professor Rigen utilizza l’orecchio elettronico con i bambini, l’ascolto da parte di tre prematuri di sei mesi, del peso di meno di un chilo ciascuno, ha stimolato efficacemente il battito cardiaco e altri segni di vitalità. Erano più svegli, più tonici. Uno di loro cercava perfino di mettersi seduto.

Seguendo da vicino i lavori poco noti del dottor Tomatis, avevo scritto alla fine del 1988 un articolo per rendere note queste risultanze. Lo proposi successivamente a tre periodici. Nel primo, l’addetto medico pose il veto «per non avere problemi con i medici». Perché il dottor Tomatis (per gelosia?) è stato represso. In Francia gli è stato vietato l’esercizio della medicina e prosegue i suoi lavori soltanto in qualità di psicologo, dunque senza la Sicurezza sociale. I suoi centri funzionano più agevolmente in numerosi paesi stranieri.

Bell’esempio di occultamento per un uomo le cui scoperte hanno le dimensioni di un premio Nobel.

R. L.


Fonte: René Laurentin, «Médecine : la désinformation», Le Figaro, 24 aprile 1990, p. 2. © Le Figaro, tutti i diritti riservati. Trascrizione ricavata da una scansione della pagina con OCR degradato; i nomi propri (in particolare «Rigen») vanno confermati sul facsimile.


Oggi: cosa dice la scienza

Questa tribuna del 1990 avanza quattro affermazioni su Alfred Tomatis e l’Orecchio Elettronico: che avrebbe inventato l’ecografia medica, che il feto sente la voce della madre verso il sesto mese, che l’ascolto musicale filtrato abbrevia il parto e riduce l’ansia, e che i prematuri ne trarrebbero beneficio. La ricerca consente di vagliarle in modo molto disomogeneo.

SMENTITO — l’ecografia medica. L’invenzione dell’ecografia ostetrica è storicamente documentata: spetta all’équipe di Glasgow di Ian Donald, con l’ostetrico John MacVicar e l’ingegnere Tom Brown, la cui prima pubblicazione apparve su The Lancet nel 1958 (Donald, MacVicar e Brown, 1958). L’attribuzione a Tomatis non poggia su alcuna fonte della storia della medicina; è un’affermazione dell’autore.

CONFERMATO, e anche prima di quanto detto — l’udito fetale. Che il nascituro percepisca i suoni e che la voce materna abbia un ruolo nel suo sviluppo è un dato acquisito dalla ricerca. Misurata con l’ecografia, la prima reazione fetale a un suono di 500 Hz si osserva già a 19 settimane di gestazione (circa il quarto mese e mezzo), e la sensibilità alle basse frequenze si affina poi (Hepper e Shahidullah, 1994). Il «sesto mese» dell’articolo è dunque piuttosto una soglia tardiva. È una delle intuizioni più solide di Tomatis, anche se altri ricercatori l’hanno stabilita con i propri metodi.

NON VERIFICABILE — lo studio di Vesoul. Le cifre (ansia divisa per quattro, parto ridotto da 4 h a 2 h 30, quattro volte meno cesarei) sono riferite dal giornalista sulla base di un medico ospedaliero, su tre gruppi di cinquanta donne. L’articolo non cita alcuna pubblicazione su rivista con revisione tra pari, non precisa se i gruppi siano stati formati per sorteggio né se i valutatori conoscessero il gruppo di ciascuna paziente. Non siamo riusciti a individuarlo nella letteratura indicizzata. Effetti così massicci, senza gruppo di controllo rigoroso e senza replicazione, richiedono la massima prudenza: nella ricerca clinica, le prime serie di piccole dimensioni sopravvalutano di frequente l’effetto reale.

SFUMATO — i prematuri. La musica e il canto rivolti ai neonati prematuri sono stati oggetto di studi controllati. Una metanalisi di studi randomizzati conclude per benefici a breve termine (stabilizzazione di alcuni segni fisiologici, sostegno al legame genitore-bambino), ma senza prove di un effetto duraturo sullo sviluppo (Bieleninik, Ghetti e Gold, 2016, Pediatrics). Questi interventi sono però musica o canto, non suono filtrato da un orecchio elettronico: l’effetto specifico del filtraggio non è dimostrato da questi lavori.

Il livello di prova del metodo in sé resta debole. Gli studi più rigorosi sulla stimolazione uditiva di tipo Tomatis sono deludenti: la revisione Cochrane sulle terapie sonore nell’autismo non trova prove di efficacia (Sinha et al., 2011). Quanto alla preparazione al parto, non abbiamo trovato alcuno studio randomizzato che confermi l’effetto descritto nel 1990.

Resta il nucleo del discorso: ciò che l’articolo chiama «occultamento» è, dal punto di vista dello storico, la sorte di un metodo le cui osservazioni non sono state sottoposte agli studi controllati che avrebbero potuto stabilirle o confutarle. Ascoltare, nel senso attivo che Tomatis dava alla parola, e sentire già prima della nascita sono realtà della fisiologia; i benefici clinici dell’apparecchio restano da dimostrare.

Fonti