Reportage apparso su Sud Ouest (edizione Gironde départementale) il 21 maggio 1997, firmato A. L. Presenta il Centre Tomatis Aquitaine diretto a Bordeaux da Danielle e Joël Fromenteau, ed espone la distinzione al cuore del metodo — non si tratta di trattare l’udito ma l’ascolto, «l’orecchio psichico».

Sud Ouest — Gironde départementale, mercoledì 21 maggio 1997, p. G

Bambini dall’orecchio ben stimolato

METODO — Il metodo Tomatis mira a rieducare coloro la cui facoltà di ascolto è alterata

In Austria, gli stage che si richiamano al metodo Tomatis sono coperti dall’assistenza. Non in Francia. Tanto vale dire che bisogna essere convinti per seguire questa «pedagogia dell’ascolto e del linguaggio» così come la praticano Danielle e Joël Fromenteau nel Centre Tomatis Aquitaine che dirigono a Bordeaux (rue Guillaume-Brochon).

L’uno e l’altra hanno scoperto il metodo Tomatis nel 1979, metodo che porta il nome del suo creatore Alfred Tomatis, medico otorinolaringoiatra che si è fatto conoscere per i suoi lavori sull’orecchio, il linguaggio e la comunicazione. Poiché l’orecchio si sviluppa fin dalla vita intrauterina, egli ha — ritenendo che ciò condizionasse più tardi la nostra facoltà di ascolto — creato delle tecniche per il trattamento dei disturbi dell’ascolto e della comunicazione.

Investendo questo campo, non si è fatto solo amici, in particolare tra gli otorinolaringoiatri. Per controbattere le loro critiche, Joël Fromenteau, che ha lavorato dodici anni negli ospedali, ricorda che non si tratta di trattare l’udito ma l’ascolto, e che qui ci si preoccupa soltanto dell’«orecchio psichico».

Il desiderio di ascoltare

Il centro bordolese, così come quelli che hanno stipulato un contratto con Tomatis International, applicano lo stesso metodo. Si tratta di sviluppare una funzione di ascolto nei bambini che hanno un problema di linguaggio, una difficoltà scolastica, un problema di comunicazione. Il metodo si rivolge anche agli adulti.

«Nella vita intrauterina, spiega Joël Fromenteau, l’orecchio ha memorizzato tutto ciò che accade e in certi casi bisogna riattivare il desiderio di ascoltare. Si fa anzitutto un bilancio audio-psico-fonologico. Dura tre ore in un bambino. Se si constata un blocco, si farà un’educazione psico-sensoriale sotto orecchio elettronico. Vale a dire che per quindici giorni, al ritmo di due ore al giorno, il bambino sentirà Mozart, suoni filtrati grazie a delle cuffie. Si constatano poi nei bambini dei progressi sul piano della comunicazione e c’è meno tensione con i loro genitori, per esempio.»

Il centro Tomatis Aquitaine organizza anche stage di integrazione alle lingue, attraverso un’«apertura dell’orecchio alle frequenze» corrispondenti all’inglese, allo spagnolo, all’americano, al russo…, sostegno scolastico, gestione dello stress, ecc. Il centro organizza due riunioni informative mercoledì 28 maggio, alle 18.30, e mercoledì 4 giugno, alle 18.30, sul tema «Come integrare con rapidità una lingua viva con il metodo Tomatis».


Fonte: A. L., «Des enfants à l’oreille bien stimulée», Sud Ouest, Gironde départementale, 21 maggio 1997, p. G. © Sud Ouest, tutti i diritti riservati.