Borse contro l'insuccesso
Articolo di Gilles Guitton apparso su Sud Ouest il 27 febbraio 2001. Dà conto del lancio, da parte di alcuni studenti dell’ESC di Bordeaux, dell’associazione «Faire échec à l’échec», destinata a raccogliere fondi per permettere a bambini in insuccesso scolastico di accedere a metodi specializzati — tra cui il metodo Tomatis, presentato come un modo per «reimparare ad ascoltare, a concentrarsi».
Sud Ouest — Gironde Bordeaux centre, martedì 27 febbraio 2001, p. G
Borse contro l’insuccesso
TALENCE — Alcuni studenti di Sup’TG lanciano «Faire échec à l’échec», un’associazione destinata ad aiutare bambini in grave insuccesso scolastico
«Il mio figlioccio è in insuccesso scolastico in prima media. È questo che mi ha sensibilizzato a queste questioni.» Jérôme Ducosson, allievo del secondo anno di Sup’TG all’ESC di Talence, spera proprio che ci sia gente il 3 marzo nell’anfiteatro della scuola, per la conferenza di lancio di «Faire échec à l’échec», l’associazione che presiede da poco e che anima insieme a Charles Igoho, Thomas Derain e Laurent Bardinet.
«Ne ho parlato con Thomas, ci siamo detti che c’era sicuramente qualcosa da fare. Cercando, ci siamo accorti che esistevano metodi all’avanguardia ed efficaci, ma anche costosi. L’idea è venuta di fare un’associazione che raccogliesse fondi per permettere a questi bambini in difficoltà, pur non essendo disabili mentali, di accedervi», spiegano. E osservano: «La scuola mette in atto le reti di aiuto e di sostegno agli alunni in difficoltà, ma spesso ci sono troppi bambini rispetto al numero di educatori, e non funziona per tutti i ragazzini.»
Metodo Tomatis
Sabato prossimo, «Faire échec à l’échec» ha dunque invitato il sociologo François Dubé, un neuropsichiatra infantile, e i rappresentanti di quattro strutture specializzate dell’agglomerato a venire a presentare il loro lavoro. Si tratta della scuola Montessori, dei praticanti del metodo Tomatis, di chinesiologi e di sostenitori della gestione mentale. «Sono metodi che permettono di sbloccare le persone, di far loro reimparare ad ascoltare, a concentrarsi», spiegano i giovani, che stimano in media a 10.000 franchi all’anno il costo per un bambino dell’accesso a questi metodi. Esso può, nel caso di una scuola associativa, essere due volte più elevato.
Per raccogliere i fondi, gli studenti di Sup’TG ricorreranno classicamente alla ricerca di sponsor: privati, imprese o enti. Non sono poco fieri di aver convinto Élie Baup, l’allenatore dei calciatori dei Girondins de Bordeaux, a sponsorizzarli. «Speriamo di riuscire ad aiutare due o tre giovani ogni anno», spiegano.
Perché i fondatori di «Faire échec à l’échec» contano proprio di passare il testimone ad altri studenti della scuola. «Al primo e al terzo anno non si ha il tempo di fare questo genere di progetto. Al secondo anno è possibile. Speriamo proprio di avere un seguito l’anno prossimo.»
Fonte: Gilles Guitton, «Des bourses contre l’échec», Sud Ouest, Gironde Bordeaux centre, 27 febbraio 2001, p. G. © Sud Ouest, tutti i diritti riservati.