L'apporto della cura mediante l'Orecchio Elettronico in ambito terapeutico
Comunicazione del Dr. Jean Raynaud, primario del reparto di neuropsichiatria dell’ospedale militare Larrey (Tolosa), presentata all’Ospedale del Val-de-Grâce davanti alla Società Medico-Chirurgica degli Ospedali e delle Formazioni Sanitarie delle Armate, in occasione di una seduta dedicata alla psichiatria in ambito militare (verso il 1977).
Riprendendo le concezioni di Alfred Tomatis sul ruolo dell’orecchio nella vita psichica, l’autore espone l’uso terapeutico dell’Orecchio Elettronico in reparto ospedaliero. La cura, fondata sul condizionamento operante, fa percorrere al soggetto un « cammino ideale » a partire dal concepimento: suoni filtrati che ricreano l’ambiente intrauterino, poi « parti sonici » a partire dalla voce materna e dalla musica di Mozart, infine lavoro sull’autocontrollo uditivo e la lateralizzazione destra. Il test d’ascolto, audiogramma ripetuto, oggettiva le distorsioni dell’ascolto e la loro riduzione. Su una serie di pazienti dai profili diversi — adulti e bambini, disturbi nevrotici, del linguaggio, della lateralizzazione, ritardi scolastici —, l’autore riporta una maggioranza di risultati giudicati favorevoli: placamento somatico dell’angoscia, modificazione della postura e della voce, verbalizzazione dei conflitti, liberazione del linguaggio. Egli vi vede un approccio semiologico personalizzato e un apporto preventivo, in particolare nel bambino.
Contesto storico — Fin dagli anni 1960-1970, il metodo Tomatis travalica l’ambito della logopedia e della pedagogia per conquistare terreni clinici e ospedalieri. Questa comunicazione illustra la sua introduzione in un reparto di psichiatria militare, dove l’audio-psico-fonologia è presentata come un ponte tra l’organo-funzionale e il linguaggio. Essa testimonia la diffusione istituzionale dell’« effetto Tomatis » in seno alla medicina accademica francese dell’epoca.