Testimonianza ricevuta per posta elettronica e pubblicata con la gentile autorizzazione della sua autrice. Racconto di prima mano, impegna la sua firmataria e completa, in un registro soggettivo, le presentazioni fattuali delle altre sezioni del sito.


Mi permetto di condividere un’esperienza positiva di trattamento contro il «brain fog» grazie al metodo dell’audio-psico-fonologia. È stato un po’ per caso che mi è stato raccomandato questo trattamento, e spero che l’informazione possa essere maggiormente diffusa, affinché altri pazienti ne traggano beneficio.

Dopo appena quattro sedute, ho avvertito un netto miglioramento, mentre soffrivo di Long Covid da un anno. I miglioramenti sono tanto cognitivi quanto fisici, al punto che mi sento quasi completamente guarita. Sono stata seguita dal mio medico curante e dal reparto Long Covid degli HUG (Ospedali Universitari di Ginevra), e sono membro del forum Altea; ma non mi è mai stato dato un consiglio per migliorare le mie difficoltà cognitive. Mi è stato persino rifiutato di essere seguita da un neurologo.

Spero che possiate condividere questa testimonianza e far conoscere questo trattamento, in particolare presso il forum Altea in Svizzera.

Marylaure Bloch


Ciò che dice la scienza

Questa testimonianza è sincera, ma non permette di concludere che l’audio-psico-fonologia curi il Long Covid o la « nebbia cerebrale ». Tre ragioni impongono la prudenza.

Anzitutto, i disturbi cognitivi del Long Covid migliorano frequentemente con il tempo, spontaneamente, nel giro di settimane o di mesi; nelle persone non ospedalizzate, la maggioranza dei sintomi — tra cui il brain fog — non è più significativa a due anni. Un miglioramento sopraggiunto dopo qualche seduta non può dunque essere attribuito alla cura: senza un gruppo di confronto, non si può distinguere l’effetto di un trattamento dall’evoluzione naturale, dall’effetto di attesa (placebo) o dalle altre prese in carico condotte in parallelo.

Inoltre, nessuno studio clinico mostra un effetto del metodo Tomatis sul Long Covid o sul brain fog; l’efficacia dell’allenamento uditivo sulle funzioni cognitive, più in generale, non è stabilita da studi controllati.

Infine, una parola su una frase del racconto. L’autrice riferisce di non essere stata orientata per le sue difficoltà cognitive, e perfino di essersi vista « rifiutare » un seguito neurologico. Questa esperienza è reale e dolorosa per lei; non deve tuttavia leggersi come una messa in discussione della medicina a vantaggio della cura. La presa in carico del Long Covid attiene a un seguito medico, e nessuna testimonianza può sostituirvisi.

Fonti