Toni Maha Evangelopoulos — «Da padre sonoro a figlia sonora»
Testimonianza di una collaboratrice e professionista
Testimonianza documentaria. Toni Maha Evangelopoulos, psicologa, specializzata in audio-psico-fonologia, direttrice scientifica del Centro Tomatis di Grecia. Estratti dai suoi interventi alla televisione pubblica greca (EPT TV, trasmissioni del 23 e 30 aprile 2010), tradotti dal greco e condensati.
Un’ascoltatrice precoce
In un certo senso, dice, era «programmata» per incontrare Tomatis. Da bambina, in una famiglia politica greca, osserva dal suo angolo le conversazioni dello studio paterno:
«Notavo che uno parlava e l’altro, invece di rispondere a quanto era appena stato detto, dava una risposta del tutto slegata. Quando lo facevo notare, mi si rispondeva, in buona fede: “No, non hai sentito bene, taci, piccola.” Ma io sapevo di aver sentito bene.»
Divenuta psicologa (formatasi in Grecia, in America e in Francia), ritrova lo stesso enigma nei bambini che a scuola sono detti «distratti» ma che sono perfettamente concentrati a tu per tu: «Non è questo, è qualcos’altro.»
Parigi, 1985
È sua figlia, allora in America, a parlarle di «un professore francese, neuro-otologo, che si occupa dell’orecchio e della comunicazione umana». Scrivono a Tomatis, che risponde molto presto e le invita. Partendo una dalla Grecia, l’altra dall’America, si incontrano a Parigi, a Pasqua.
«Ci ha fatto indossare a ciascuna un camice, ci ha fatte sedere alla sua destra e alla sua sinistra, e l’uomo ha ricevuto pazienti dalle nove del mattino alle nove di sera. Lui ne è uscito fresco come una rosa; a noi mancava solo la barella. È una delle persone più gioiose e piene di energia che abbia conosciuto nella mia vita.»
Davanti alle curve acustiche che non sa ancora leggere — «linee rosse, linee blu, diagonali come una tenda che si chiude» —, vede i pazienti stupefatti: «Ma non l’abbiamo detto a nessuno, come fa a saperlo?»
«Credevo fosse qualcosa di magico. E dissi: questo voglio farlo; questo voglio impararlo, quanto tempo che ci voglia. Andai a sedermi accanto a lui e imparai. Rimasi fino alla fine, in comunicazione e contatto scientifico costanti.»
Una relazione di tutta una vita
«Non fu una relazione professionale, ma alla fine una relazione padre-figlia — da padre sonoro a figlia sonora. Dura dal 1985, ed è grazie a lui che sono venuta in Grecia e ho assunto la direzione del centro scientifico che porta il suo nome.»
E a conclusione dei suoi interventi:
«Grazie per avermi dato l’occasione di parlare del mio tema tanto caro — l’ascolto — e del mio amato professore, che è stato per me una svolta e un cambiamento di vita.»
Nota della redazione: questa testimonianza è riprodotta a scopo documentario, come pezzo attribuito e datato. La sua pubblicazione non costituisce una convalida dei metodi o dei risultati evocati.